Sette motivi per comprare la sigaretta elettronica in negozio e non sul web

Comprare in negozio o sul web?

Capita che qualche cliente entri in negozio e, chiesto il prezzo di una sigaretta elettronica, affermi che è troppo alto e che, acquistandola su Internet, in uno dei tanti siti di commercio elettronico che la propongono, si risparmia molto. È verissimo: sul web si possono acquistare sigarette elettroniche a prezzi veramente interessanti, ma è effettivamente così conveniente? No, e adesso vedremo perché.

  1. Spese di spedizione: nel prezzo della sigaretta elettronica quasi sempre non sono comprese le spese di spedizione, che vanno dai 10 ai 15 euro. Sommando al prezzo del bene questo costo il divario tra negozio e sito di commercio elettronico diminuisce di parecchio;
  2. Costi occulti: acquistare sul web una sigaretta elettronica comporta dei costi occulti connessi al fatto che non si entra immediatamente in possesso del bene. I cinque giorni che, in media, intercorrono tra il momento dell’ordine e la consegna del bene costano alle tasche del fumatore in via di pentimento almeno 20 euro di sigarette che, altrimenti, probabilmente non avrebbe comprato;
  3. Gestione del reso: si può avere la necessità di rendere il bene acquistato perché difettoso oppure perché si vuole far valere il diritto di recesso (ad esempio l’acquirente ha cambiato idea o l’oggetto non era conforme alle sue aspettative). Ebbene, il reso, utilizzando il servizio Pacco Celere 3 di Poste Italiane, costa 9,90 euro, mentre affidandosi a un corriere la spesa è sicuramente superiore;
  4. Possibilità di scelta: acquistare una sigaretta elettronica su Internet non è facile. Le proposte, infatti, sono molteplici come tipologie di modelli: le caratteristiche di ognuno sono spiegate nella descrizione, che non è detto sia soddisfacente o esaustiva. Spesso, poi, il sito di e-commerce propone un solo modello di sigaretta elettronica;
  5. Prova del modello prescelto: questa è possibile solo in negozio. Il negoziante può illustrare i diversi modelli, illustrare le caratteristiche di ognuno e, perché no, consentire all’acquirente di provare le diverse proposte, al fine di scegliere con cognizione di causa;
  6. Aromi: certamente sul web non è possibile assaggiare gli oltre duecento aromi disponibili, e anche l’acquisto potrebbe risultare oneroso, visto il basso prezzo unitario di un flacone di essenza. Per ottenere significativi risparmi, infatti, l’acquirente dovrebbe comprare almeno una decina di flaconi e prenderli a scatola chiusa. In negozio, invece, può acquistare soltanto il suo fabbisogno più immediato e provare nuovi aromi. Anche in questo caso la vendita diretta offre indubbiamente dei vantaggi rispetto a quella on-line;
  7. Assistenza: sia nella scelta degli accessori che nell’uso dei diversi modelli. La scelta dei diversi tipi di batterie, atomizzatori, cover e così via può consentire al cliente di personalizzare la propria sigaretta elettronica, mentre su Internet si acquista il prodotto a scatola chiusa: così è e così si compra. Il negoziante, inoltre, può far vedere come si usa la sigaretta, come si carica la batteria e come si riempie il serbatoio, dimostrandolo dal vivo, metodo senz’altro più efficace dei manuali, spesso non in italiano o malamente tradotti, che accompagnano il prodotto acquistato sul web.

In conclusione, meglio acquistare da un negoziante preparato e affidarsi ai suoi consigli che sul web, dove l’acquirente è, in pratica, abbandonato a se stesso.

 

Donna e fumo: smettere di fumare prima dei trent’anni allunga la vita

Smettere di fumare prima dei trent'anni allunga la vita

Smettere di fumare fa bene alla salute delle donne (ma anche degli uomini). Esaminiamo i risultati di uno studio inglese in proposito.

Nel 2012 si è festeggiato il centenario della nascita di Sir Richard Doll, medico inglese studioso di fisiologia ed epidemiologia. La sua figura è particolarmente importante perché identificò il fumo tra le cause di tumore: il suo primo studio in materia risale al 1950. In coincidenza con l’anniversario, la prestigiosa rivista medico-scientifica inglese The Lancet ha pubblicato i risultati del programma Million Women Study, che tra il 1996 e il 2001 ha reclutato oltre un milione di donne. Da questa ricerca è risultato che le donne di mezza età che fumano hanno un tasso di mortalità tre volte superiore a quello delle non fumatrici e rischiano di accorciare la propria vita di dieci anni. Smettere di fumare prima dei trent’anni nelle donne riduce del 97% i rischi legati al fumo; questa percentuale scende di ben sette punti se l’abbandono della sigaretta avviene nel decennio successivo.

Il coordinatore della ricerca, SIr RIchard Pato, ha dichiarato che è vero che smettere di fumare prima dei quarant’anni riduce considerevolmente il rischio di morte per patologie legate al fumo ma che questo comportamento virtuoso non elimina del tutto i rischi per la salute perché i danni causati dal fumo restano una delle principali sei cause di morte per gli ex fumatori.

 

La frase del giorno (9/10/2012)

La frase del giorno è di Ramesh BalsekarLa frase del giorno è di Ramesh Balsekar, filosofo, mistico e docente indiano:

Due giovani monaci studiavano in seminario, ed entrambi erano incalliti fumatori.
Il loro problema era: “Posso fumare mentre prego?”
Non riuscendo a risolverlo, decisero di rivolgersi ai loro superiori. Più tardi, uno chiese all’altro che cosa gli aveva detto il superiore.
“Sono stato rimproverato aspramente solo per aver parlato del fatto” ,disse il primo. “Ed il tuo superiore, cosa ti ha detto?”.
“Il mio fu molto compiaciuto” , disse il secondo. “Mi ha detto che facevo benissimo. Ma dimmi, che domanda gli ha fatto?”
“Gli ho chiesto se posso fumare mentre prego.”
“Te la sei voluta tu. Io gli ho chiesto: posso pregare mentre fumo?”

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