Sigaretta elettronica: il dripping

SIgaretta elettronica: introduzione al dripping
Introduzione al dripping

Chi ha iniziato a utilizzare la sigaretta elettronica con uno dei modelli entry level, come possono essere le Ego W o le Ego C, dopo un certo periodo di tempo può sentire il desiderio di provare qualcosa di nuovo per aumentare la propria soddisfazione. La risposta a questa domanda può essere il  dripping: si tratta di una particolare tecnica di svapo che consiste nel versare il liquido direttamente dentro l’atomizzatore che, non avendo un serbatoio, dovrà essere alimentato continuamente, ogni dieci tiri circa, versando al suo interno due o tre gocce per volta. Per provare il dripping si possono usare atomizzatori dedicati, come l’Olympian 510, oppure dei cartomizzatori, sempre con attacco 510, ai quali è stata tolta la lanetta interna. La resistenza dell’atomizzatore parte dagli 1,7 Omh dell’Olympian per salire a valori più alti (2,6 Ohm circa) nei cartomizzatori privati della lanetta. Come ogni cosa, il dripping offre vantaggi e svantaggi: sicuramente è poco pratico, poiché occorre costantemente alimentarlo di liquido, operazione che non è richiesta, ovviamente, da clearomizzatori e cartomizzatori a cartuccia o con tank, ma la tecnica consente di produrre più vapore, con effetto visivo più appagante, e di assaporare al meglio gli aromi, fenomeni legati al fatto che nel dripping l’atomizzatore è bagnato direttamente dal liquido e, seppur per un breve periodo di tempo, in misura più abbondante di quanto non avvenga in un comune clearomizzatore o cartomizzatore. L’atomizzatore da dripping si può accoppiare felicemente a qualsiasi batteria, con attacco idoneo, anche se esalta le proprie caratteristiche con quelle a voltaggio variabile, con differenze di potenziale tra i 3,00 e i 3,70 Volt per le resistenze più basse (1,7 Ohm) e tra i 3,40 e i 4,60 Volt per gli atomizzatori con più elevato valore di Ohm. Qui però il discorso si fa complesso e si entra nella soggettività, quindi chi si vuole accostare al dripping utilizzando una batteria a voltaggio variabile o una big battery deve fare le sue prove fino a ottenere il risultato che più lo soddisfa. Il dripping è decisamente un modo non usuale per utilizzare la sigaretta elettronica.

Sigaretta elettronica: la scelta del drip tip

Diversi tipi di drip tips per sigaretta elettronica
I diversi drip tip per sigaretta elettronica (filmato)

Una delle parti fondamentali della sigaretta elettronica è sicuramente il drip tip o beccuccio, attraverso il quale si aspira il vapore prodotto dal sistema. I drip tip si differenziano per forma, dimensioni e materiale e rispondono alle diverse esigenze di ogni svapatore: c’è infatti chi preferisce quello piatto e chi quello tondo, chi lo vuole in alluminio o in ceramica o chi si accontenta di quelli in ABS o altri materiali plastici. Un oggetto apparentemente così poco significativo può modificare l’esperienza del fumo elettronico, dando allo svapatore una maggiore o minore soddisfazione: per il più esigente, quindi, è di grande importanza la scelta di questo accessorio.

Sigaretta elettronica: i rischi

Pericoli della sigaretta tradizionale e i rischi della sigaretta elettronica

Quante volte i clienti dei nostri negozi di Napoli ci hanno chiesto: “Ma è vero che la sigaretta elettronica fa male?”, frastornati dal gran numero di articoli e servizi televisivi sull’argomento; anche all’estero si parla, spesso a sproposito, dei rischi della sigaretta elettronica e con toni non dissimili a quelli italiani. Riportiamo di seguito la nostra traduzione di un articolo apparso in Francia sull’argomento. Come dire … tutto il mondo è paese.

Rischi della sigaretta elettronica

Sotto questo titolo “scandalistico” cercheremo di fare il punto sulla presunta, da alcuni, pericolosità della sigaretta elettronica.
Prima di tutto ci sembra utile ricordare che la classica sigaretta di tabacco è responsabile, ogni anno, di 5 milioni di morti nel mondo, dei quali 66.000 soltanto in Francia. Inoltre è bene sapere che il tabacco dà introiti per 346 miliardi dollari circa ai sei più grandi produttori di sigarette.

La sigaretta elettronica è pericolosa?

Questa è sicuramente la domanda che ogni fumatore ha il diritto di fare prima di passare dal tabacco alla sigaretta elettronica.
Attualmente nessuna prova scientifica è in grado di dimostrare la rischiosità della sigaretta elettronica.
I detrattori hanno cercato di fare una campagna di disinformazione sul glicole propilenico contenuto nei liquidi cercando di farlo passare per liquido antigelo. Invano e evidentemente a torto perché l’INRS (Institut national de recherche et de sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelles [NdT]) ha studiato a lungo il glicole propilenico contenuto nei liquidi per le sigarette elettroniche e ha scoperto che non è pericoloso. Perché, poi, sarebbe usato in farmacologia se fosse nocivo?
Quantomeno stravagante è poi l’idea che i liquidi siano pericolosi perché contengono la nicotina! È vero che la sigaretta elettronica la contiene, anche se esistono liquidi che ne sono privi, ma se è pericolosa per questa ragione, non lo sono altrettanto anche i cerotti alla nicotina?
Certo che no! La nicotina è un veleno potente che può causare arresto cardiaco e la sua dose letale è veramente molto bassa, ma in piccole dosi il corpo umano la elimina molto bene. È per questo motivo che i cerotti sono in vendita anche in self-service e non richiedono nessuna prescrizione.
Attualmente sono stati fatti molti studi sul vapore della sigaretta elettronica, tra i quali uno (Progetto Clearstream del primo settembre 2012) condotto da un produttore italiano di liquidi (Flavourart [NdT]) che dimostrano scientificamente che il fumo passivo da sigaretta elettronica è privo di pericolo.
Allora perché spesso abbiamo letto su internet che la sigaretta elettronica è pericolosa? Presto detto …

Il vero pericolo della sigaretta elettronica

Abbiamo scritto in precedenza che l’industria del tabacco genera più di 340 miliardi dollari di ricavi per i produttori, oltre ai miliardi ricavati dall’industria farmaceutica per la vendita di cerotti alla nicotina.
Va da sé che se la sigaretta elettronica è utilizzata a scapito del tabacco e dei cerotti i ricavi di queste lobbies di produttori sono destinati a calare.
Allora la  sigaretta elettronica è davvero pericolosa, o piuttosto interferisce con gli affari di queste organizzazioni?
Ognuno si può fare la sua opinione, noi abbiamo scelto! Usiamo le sigarette elettroniche piuttosto che quelle tradizionali che uccidono tutto il giorno!

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